Iphone 11 Pro: bye bye Reflex. O forse no? - Stefano Baldacci Fotografo

Nuovo Iphone, nuove aspettative. E’ sempre la stessa storia, non faccio in tempo a spacchettare l’ultimo giocattolino di casa Apple che subito mi assale quella voglia di mettere alla prova la fotocamera. Non nego che – quest’anno più che mai – la voglia è stata tanta, complici le grandi novità che questo nuovo sistema a 3 lenti lasciava presagire. I risultati? Lo vedrete voi stessi!

PREMESSA: Sono un fotografo e, al contempo, un grande appassionato di tecnologia. Per questa breve recensione ho optato per un approccio non troppo tecnico, cercando quindi di non entrare troppo nel dettaglio e lasciando più spazio alla praticità e alla semplicità d’uso. Quello che, per un utente medio, è ciò che veramente conta: il massimo del risultato con uno “sforzo” minimo.
Tutte le foto che vedrete nell’articolo non hanno subito alcun processo di post produzione e sono state pubblicate così come uscite dalla fotocamera (SOOC).

Torniamo a noi. Il gioiellino della casa di Cupertino monta 3 fotocamere da 12 megapixel e vanta tre obiettivi con tre lunghezze focali (ed aperture) differenti:

  • fotocamera principale (27mm): è la camera che si attiva di default quando si accede alla fotocamera. Monta un luminosissimo obiettivo f/1.8 ed offre il massimo in quanto a resa. Molto buoni i colori, il bilanciamento automatico del bianco, il livello di dettaglio. Al chiuso, con scarsa illuminazione, perde ovviamente di dettaglio ma si comporta comunque decisamente bene. Buona la gestione dell’esposizione anche se non sempre impeccabile.
  • seconda fotocamera (52mm): Apple parlava di un teleobiettivo che però, vista appunto la sua lunghezza focale, teleobiettivo non è. Poco male, un 50mm offre grandissima versatilità e di certo farà felice tanti fotografi! L’apertura massima disponibile su questa camera è f/2.0, il che la rende ottimale sia in condizioni di bassa luminosità sia quando si desidera ottenere una ridotta profondità di campo. Fornisce un buon livello di dettaglio, una gestione dei colori ottima e un bokeh (uno sfocato) molto naturale.
  • terza fotocamera (14mm): con un apertura f/2.4 Apple strizza gli occhi ai fan che invocavano un ultra-grandangolare sul proprio Iphone. Un’ottica molto spinta che accresce senza dubbio la voglia di “giocare” e di sperimentare nuove inquadrature e prospettive. Su questa fotocamera il fuoco è fisso (poco male, vista l’enorme p.d.c. che un 14mm offre di suo) e manca la stabilizzazione. Irrilevante per scatti in esterna di giorno, molto male se invece siamo al chiuso o in ambienti con scarsa illuminazione. Il livello di dettaglio offerto da questa fotocamera non sembra in linea con quello offerto dalle altre due camere e il livello di distorsione è notevole, nonostante gli sforzi fatti da Apple nel tentativo si supplire alla distorsione tipica delle focali così “estreme”. 

Dopo aver analizzato nel dettaglio le caratteristiche tecniche di queste tre fotocamere passiamo ora a discutere di due interessanti modalità di scatto. Parliamo della modalità ritratto e della modalità notte.

MODALITA’ RITRATTO

La modalità ritratto presente su questo Iphone migliora i risultati già ottimi offerti dai precedenti modelli (il cui limite era quello di “piallare” eccessivamente i dettagli in alcune aree dell’immagine). Il bokeh prodotto dalla fotocamera 52mm impostata in questa modalità è ovviamente artificiale, introdotto dal software. Il risultato appare comunque decisamente più naturale di quello a cui i vecchi Iphone ci avevano abituati e la separazione tra i vari piani avviene in maniera davvero morbida e graduale.
I ritratti scattati di giorno sono davvero eccellenti, non vale lo stesso per quelli scattati in condizione di bassa luminosità. Micromosso e rumore sono sempre in agguato.
L’editor con cui è possibile poi aggiungere effetti e variare la p.d.c. la rende una delle modalità di scatto preferite dagli utenti Apple.

MODALITA’ NOTTE

Già presente su altri Smartphone finalmente approda anche sui Device con la mela. E’ disponibile solo sulla fotocamera principale e bisogna prestare attenzione a non confonderla con una lunga esposizione. Non permette ad esempio di creare quel famoso “effetto scia” tipico dei tempi lunghi con le reflex, “limitandosi” a dare luminosità ad una scena buia (merito del software di machine learning integrato nello smartphone). Si attiva automaticamente ed offre, dalle prime prove effettuate, un risultato davvero eccellente. A patto che il soggetto sia immobile, ovviamente.
Qui di seguito due scatti realizzati in ambienti quasi del tutto bui e a mano libera. Un risultato a dir poco impressionante!

RAW: IL GRANDE ASSENTE

Durante queste settimane di test ho avuto il piacere di confrontarmi con diversi amici i quali mi chiedevano cosa pensassi dell’assenza del formato RAW su questo Smartphone. Ammetto che io stesso non mi sono capacitato del perché Apple abbia deciso di castrare il suo top di gamma a differenza di quanto fatto da praticamente tutti gli altri Brand. Ho così deciso di andare un po’ più a fondo nella questione e di sperimentare un po’ con app di terze parti capaci di produrre un formato RAW con l’Iphone. Ne ho testate diverse, quella che però ho scelto di usare per i miei test è “Halide” (ottima app, dall’aspetto molto simile alla fotocamera nativa dell’Iphone, capace di registrare scatti sia in Raw che in Jpg).
La sfida che sto per mostrarvi è questa: jpg con fotocamera nativa (foto1) vs jpg con Halide (foto2) vs Raw con Halide post-prodotto (foto3).
Ecco quanto osservato:

SITUAZIONE 1: scatto diurno in ottimali condizioni di illuminazione

Conclusioni: il jpg offerto dalla fotocamera nativa dell’Iphone supera, in quanto a dettaglio e colori, quello prodotto con Halide. Nonostante i miei sforzi per sviluppare al meglio il Raw, il Jpg uscito dalla fotocamera nativa sembra migliore e più naturale. La funzione HDR dell’iPhone permette inoltre di recuperare le alti luci meglio di quanto sia riuscito a fare spremendo il RAW.

Verdetto: Vince l’app nativa.

SITUAZIONE 2: scatto in interni in condizioni non ottimali di illuminazione

Conclusioni: il jpg offerto dalla fotocamera nativa dell’Iphone supera, in quanto a esposizione e gestione del rumore, quello prodotto con Halide (che oltretutto pialla tantissimo l’immagine). Stesso discorso per il raw che, anche se post prodotto al meglio, non supera il jpg nativo e presenta ombre più chiuse, difficili da recuperare in post-produzione senza generare molto rumore.

Verdetto: Vince l’app nativa.

SITUAZIONE 3: test di nitidezza

Conclusioni: il jpg prodotto dalla fotocamera nativa continua ad essere generalmente migliore di quello prodotto con Halide. Il risultato prodotto con il Raw è sempre meno in linea con il jpg nativo. Ancora una volta, la funzione HDR, ha la meglio su un RAW così “suscettibile” a ISO medio-alti.

Verdetto: Vince l’app nativa.

CONCLUSIONI FINALI

Siamo giunti alla fine anche di questa analisi. Non di rado gli utenti Apple guardano con “invidia” le modalità di scatto manuali (o professionali) presenti su dispositivi di altri brand o, appunto, la possibilità a loro offerta di scattare in Raw.
In realtà, dopo giorni di sperimentazione, sono giunto a questa conclusione: il raw, su una fotocamera con un sensore piccolo come quello di uno Smarphone, è un vero e proprio specchio per allodole. Cercherò di spiegarmi meglio e senza usare concetti poco “user friendly”, affinché l’analisi non tenda a diventare troppo tecnica e faziosa.

Come di certo saprete, quando si sceglie una macchina fotografica, la scelta delle dimensioni del sensore è uno degli aspetti più rilevanti. Purtroppo, il sensore montato sugli Smartphone, lo rende davvero poco appetibile se confrontato con quello montato da reflex e mirrorless (che montano generalmente sensori APS-C o FULL FRAME e che sono MOLTO, MOLTO più grandi).
La fotocamera degli Smarphone, senza un’adeguata assistenza software, produrrebbe immagini simili a quelle ottenibili con una compatta di 15 anni fa. Pessime. Quello che noi vediamo come risultato è in grandissima parte merito del software della camera che è capace di mitigare tutti i limiti del sensore. Limiti che appunto su un RAW sono tutti ben visibili e che noi fotografi, spesso e volentieri, non siamo capaci di trattare cosi bene come fanno di default i processori dei nostri smartphone. 

Semplice, no? Tutto in pieno stile Apple, d’altronde. Tu scatti, l’Iphone fa il resto!

Un giorno gli Smartphone sostituiranno le fotocamere (anche quelle professionali). Di questo ne sono certo. Quel giorno – però – è ancora molto, molto lontano.

 

Buona luce a tutti. 

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