Diaframma, tempo di scatto e ISO - Stefano Baldacci Fotografo

Il primo problema che ogni fotografo affronta quando deve realizzare uno scatto è decidere quanta luce far entrare in macchina.
Perchè è necessario controllare la quantità di luce che entra? Perchè se facciamo entrare troppa luce avremo una foto sovraesposta, se invece entrerà troppa poca luce avremo una foto scura, sottoesposta.

Dell’esposizione parleremo in maniera più approfondita successivamente, per ora esaminiamo i tre fattori che ci permettono di controllare quanta luce entra in camera:

  • il diaframma;
  • il tempo di scatto;
  • gli ISO.

Il diaframma (f): è un meccanismo usato per regolare quanta luce attraversa l’obiettivo. Si presenta come un insieme di lamelle che si aprono e si chiudono. Ogni obiettivo ha un’apertura massima e un’apertura minima di diaframma. L’apertura del diaframma si misura in “Stop”. Più il valore di f è basso più il diaframma è aperto.

L’apertura del diaframma determina non solo quanta luce entra in camera ma – fondamentale – anche la prodondità di campo (la zona in cui gli oggetti appaiono nitidi all’interno dell’immagine).

Più il diaframma è aperto (numero basso di f) minore sarà la p.d.c. . Più il diaframma è chiuso (numero alto di f) maggiore sarà la p.d.c. .

Spesso chi si avvicina per la prima volta alla fotografia mi chiede questo: “Meglio usare diaframmi aperti o chiusi”?. Tutto dipende dal tipo di foto che si sta facendo e da quale effetto finale si vuole ottenere. I ritratti , spesso, ricorrono a diaframmi aperti per isolare meglio i loro soggetti  e “staccarli” dallo sfondo. Al contrario, i paesaggisti, tendono a prediligere diaframmi chiusi per estendere al massimo la p.d.c. e valorizzare al massimo l’intera scena.

La prossima volta che farai uno scatto chiediti: “quanta p.d.c. attorno al mio soggetto mi serve?” e regola poi il diaframma di conseguenza.

Il tempo di scatto (t): indica il tempo di esposizione del sensore alla luce e viene controllato da un meccanismo che prende il nome di “otturatore”. Il tempo di scatto viene scelto in base al tipo di soggetto da fotografare. E’ bene usare tempi veloci (es. 1/1000) per soggetti in rapido movimento (auto che sfrecciano, treni, ecc) e tempi più lunghi (es. 1/125) per soggetti lenti (persone che camminano, gente che parla, ecc). In caso di soggetti statici (tipo paesaggi) potremo scendere anche verso tempi più lunghi (1/50) a patto di restare il più possibile immobili durante lo scatto per evitare il micromosso. Tempi ancora più lunghi, magari di svariati secondi, sono la chiave per scatti più artistici e per lunghe esposizioni (vedi articolo sui filtri fotografici). Questi sono gli Stop per i tempi di scatto:

Gli ISO: indicano la sensibilità del sensore alla luce. Più luce avremo a disposizione e più basso sarà il valore ISO da impostare, minore luce sarà presente nella scena e maggiore sarà il valore da impostare. A valori di ISO bassi avremo la massima qualità, salendo con gli ISO vedremo infatti comparire rumore nella nostra immagine con un relativo peggioramento nella resa finale. Qui un esempio di foto scattata a valori di iso alti:

Brutto che sia, il rumore, è un qualcosa di fisiologico. Imparerete presto a conviverci.

Buona luce!

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